Comunicazioni
[22/03/2010] Educazione cinofila: prima del “patentino”
Negli ultimi cento anni la progressiva e travolgente urbanizzazione ha profondamente modificato il rapporto dell’uomo con tutto ciò che è naturale e, in particolare, con l’animale. L’uomo avverte questo come lacerazione e da questo nascono comportamenti compensativi. Il più evidente è la ricerca di un impossibile recupero del mondo perduto attraverso l’adozione di un animale d’affezione che, molto spesso, è un cane. Ma la frattura tra i due mondi si è da tempo consumata e ciò che prima era spontaneo ora non esiste più. E’ questo procedere su un terreno incerto che porta ad umanizzare il rapporto con l’animale esemplificato nella frase “per noi lui è come un figlio”, generando quella infinita serie di errori che compromettono l’esito del rapporto stesso. Da questo nascono cani disubbidienti, rumorosi, iperprottetivi, incapaci di stare da soli, litigiosi, autolesionisti, mordaci. Il passaggio, importantissimo, da un ruolo strumentale (cane da caccia, cane da guardia ecc.) alla funzione di compagno di vita non si è accompagnato ad una proporzionata crescita della cultura cinofila. Riflesso di questa situazione è, anche, l’essere arrivati alla attuale normativa relativa al “patentino”. Occorre essere chiari: siamo favorevoli all’idea in sé, non ne condividiamo le modalità, i tempi e la limitatezza.
Il cane e l’uomo sono due realtà che, troppo spesso, non riescono a comunicare. L’uno non comprende l’altro. Se non c’è comprensione è impossibile una corretta relazione. Senza relazione non è possibile una serena convivenza. A volte i problemi che ne conseguono non sono evidenti poiché in posizione di netto svantaggio è il cane. Emergono con prepotenza quando la situazione è a svantaggio dell’uomo. A questo punto si interviene per correggere relazioni già compromesse.
Occorre affermare con forza che è indispensabile preoccuparsi delle premesse e non delle conseguenze. E’ questo il ruolo che rivendico per gli Educatori Cinofili Professionisti. Da anni cerchiamo di porre le premesse per una serena convivenza uomo cane rendendoci disponibili con serie e documentate consulenze sin da quella fase fondamentale che è la scelta della razza del cane con cui condividere la propria esperienza. Bene, infatti, aver eliminato la black list, ma non per cadere in un qualunquismo per il quale “tutti i cani sono uguali”. Ogni razza è stata selezionata per attitudini precise le quali orienteranno il comportamento del cane per tutta la vita. Perché allora costringere un “Pastore” al ruolo di cane da compagnia in spazi, comunque, troppo angusti? Imporre ai “Segugi” di non fiutare mai una traccia qualunque? E potrei continuare. La scelta del cane con il quale condividere un lungo periodo della vita va parametrata, prima di tutto, sulle sue caratteristiche che poi andranno rapportate allo stile di vita della famiglia che lo ospiterà e, data questa premessa, è poi indispensabile che l’Educatore Cinofilo si ponga come mediatore che, conoscendo le modalità proprie del linguaggio del cane, aiuti il proprietario a capire il proprio compagno; attraverso la comprensione si possono individuare i percorsi più adeguati per rispondere alle esigenze fondamentali del cane e, solo con la certezza di averlo fatto, condurre il nostro partner alla progressiva comprensione delle regole imposte dalla vita all’interno di un contesto urbano. Se l’inserimento nel gruppo umano rispetterà queste tappe fondamentali, il cane potrà vivere serenamente la sua “domesticità” realizzando pienamente quella socialità che lo porta, comunque, a porsi come collaboratore sempre disponibile.
E’ questo il complesso insieme a cui lavorano gli Educatori Cinofili. E’ questa complessità che richiede una articolata qualificazione che mi porta ad affermare che ha ragion d’essere un’Associazione Professionale. E’ questa qualificazione che connota l’APNEC sin dalla prova di ammissione per proseguire nella formazione permanente a cui i nostri soci sono tenuti. E’ un costante confronto a cui concorre anche l’organizzazione regionale dell’Associazione con la creazione di occasioni di incontro per dibattere le più importanti problematiche della professione.
La estrema articolazione della preparazione richiesta all’Educatore Cinofilo non è assimilabile ad alcun altra professionalità E’ questo che rivendico con orgoglio e fermezza. Occorre che ognuno si ponga con il corretto atteggiamento di fronte al problema. Ognuno ha un ruolo nel perseguimento di quel benessere animale che è premessa all’intero percorso di convivenza. In questo percorso è l’Educatore Cinofilo che, nella quotidianità, affianca il proprietario sin da quando il cane è cucciolo per costruire una corretta relazione e questo diviene efficace prevenzione di manifestazioni di non socialità, l’insorgenza delle quali non è regola, ma è, e deve restare, eccezione.
Ben venga a questo punto il patentino obbligatorio per proprietari di cani che si siano resi protagonisti di episodi di non socialità e per questo siamo estremamente disponibili a collaborare con i Medici Veterinari Comportamentalisti, ma resti fermo che tutto ciò che avviene nella normalità del rapporto uomo-cane vede come figura professionale di riferimento l’Educatore Cinofilo di cui una realtà come l’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili certifica competenza e serietà.
Maurizio Dionigi
(Presidente APNEC)
[20/02/2010] Accreditamento Scuole Cinofile - attività di formazione ed orientamento
Cari colleghi,
ritengo che nel Direttivo del 11 febbraio si sia fatto un passo importantissimo nella qualificazione della nostra Associazione: l’approvazione del Disciplinare per l’accreditamento delle Scuole di formazione cinofila. Un disciplinare che stabilisce una uniformità qualitativa che, pur nella indispensabile e preziosa originalità delle diverse proposte didattiche, definisce requisiti comuni come premessa di una sempre maggiore professionalità. Allo stesso scopo è orientata la scelta di incaricare le Scuole Accreditate di gestire con le proprie Commissioni di esame (la cui composizione è stabilita secondo i criteri presenti nel disciplinare) tutti gli esami di ammissione all’Associazione. Omogeneità nella formazione, e nei criteri di ammissione all’APNEC. Credo che sia una significativa tappa della vita associativa.
Maurizio Dionigi
Accreditamento Scuole Cinofile - attività di formazione ed orientamento [PDF - DOWNLOAD]
Programma di base [PDF - DOWNLOAD]
[29/01/2010] Decreto Martini: un ottimo risultato
Cari colleghi, il Decreto Ministeriale sulle norme di attuazione dei corsi per il conseguimento del patentino per proprietari di cani, cita espressamente gli Educatori Cinofili come figure alle quali i Comuni e le Unità Sanitarie Locali potranno rivolgersi per realizzare detti corsi. Mi pare che sia un ottimo risultato. Adesso è compito di tutti noi proporci, in modo adeguato, ai Comuni e alle ASL.Buon lavoro a tutti.
Testo del Decreto Ministeriale
Il Presidente della FNOVI sul Decreto Ministeriale
E' stato pubblicato sulla GU del 25 gennaio il DM che contiene le modalità e i contenuti dei percorsi formativi per i proprietari di cani.
Il decreto definisce la durata e i contenuti minimi obbligatori, specificando che le Autorità preposte dall'Ordinanza del 3 marzo 2009 all'organizzazione dei percorsi possono rivolgersi agli Ordini provinciali ai quali la Federazione ha inviato i CD che dovranno essere utilizzati come materiale dai medici veterinari che erogheranno i corsi ai proprietari.
Il Presidente Penocchio ha inviato al Sottosegretario Martini una lettera per esprimere le perplessità della Fnovi in merito al coivolgimento degli "educatori cinofili" ed alle criticità che derivano dalla mancata definizione di resposabilità e competenze di questa figura.
Autore: Ufficio Stampa FNOVI
tratto da: http://www.fnovi.it/comunicazioni/Percorsi-di-formazione-per-i-proprietari-di-cani_873.html
La Nostra risposta:
Preg.mo Presidente,
cito testualmente: " Il Presidente Penocchio ha inviato al Sottosegretario Martini una lettera per esprimere le perplessità della Fnovi in merito al coivolgimento degli "educatori cinofili" ed alle criticità che derivano dalla mancata definizione di resposabilità e competenze di questa figura. "
Di fronte a questa notizia, riportata dal Vs. sito, esprimo tutta la mia perplessità determinata da un interrogativo che mi tormenta: o lei non conosce la realtà italiana o rischia di apparire in mala fede. Dal 2002 esiste l'Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili, nata per riordinare la Professione nel rispetto delle normative Europee in merito alle nuove professioni. L'Associazione ha già superato l'esame del Ministero di Giustizia ed ha già ottenuto il parere favorevole del CNEL. Se lei legge il nostro Statuto e il nostro Codice deontologico scoprirà "la definizione di responsabilità e competenze dell'Educatore Cinofilo". I nostri professionisti sono presenti in tutte le regioni e rappresentano, spesso, l'eccellenza del lavoro svolto sul territorio nel miglioramento del rapporto uomo-cane. I nostri percorsi formativi sono rigorosi ed impegnativi per coloro che decidono di intraprendere la professione ed inoltre richiediamo, attraverso il meccanismo dei crediti formativi, un aggiornamento costante e qualificato. La quasi totalità dei nostri Soci unisce una non comune competenza teorica ad una preziosa esperienza vissuta nella quotidianità iniziata ben prima che il problema del rapporto con l'alterità animale si coniugasse in "patentini" tanto teorici quanto inutili se ottenuti prescindendo dal rapporto diretto con il cane (Colangeli). Spesso collaboriamo con Medici Veterinari; altrettanto spesso i Medici Veterinari ci indirizzano i loro clienti; a volte lavoriamo per strutture pubbliche e altre volte ci occupiamo di cani per incarico del Servizi Veterinari delle ASL. Non voglio certo affermare che tutti gli Educatori Cinofili siano qualificati (ma lei lo affermerebbe per tutti i suoi colleghi?) però le chiedo correttezza e rispetto per un'Associazione Professionale che per l'Europa ha la medesima valenza di un Ordine. Sempre disponibile per ogni ipotesi di collaborazione e, naturalmente, ad ogni confonto.
Cordiali saluti
Dott.Maurizio Dionigi
(Presidente Nazionale APNEC)
[06/12/2009] Rinnovo quota associativa 2010
Cari colleghi,
è ora di provvedere al rinnovo della quota associativa per l’anno prossimo. Il termine fissato per tale adempimento è il 31 gennaio 2010 e vi invito fortemente a rispettare tale termine. Abbiamo molte ragioni che rendono indispensabile avere il quadro esatto dei Soci entro tale data e chiediamo a tutti la massima collaborazione. Il pagamento (di € 100 per educatori e rieducatori e di € 50 per i soli operatori per fini sociali) si potrà effettuare tramite bonifico bancario con le coordinate sotto indicate:
BANCA DELL'ADRIATICO Filiale di Ancona
N° conto 1000 / 00000315
Intestato a: Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili
IBAN: IT87 V057 4802 6031 0000 0000 315
N.B. All'atto del versamento della quota associativa specificare nella causale: nome, cognome e regione di appartenenza.
Per agevolare il lavoro della Segreteria, una volta effettuato il bonifico, vi invitiamo a compilare il modulo presente a questo link http://www.apnec.org/comunicazione_rinnovo.html (compilare tutti i campi e premere “invia”). So che vi chiediamo un piccolo sforzo, ma con la collaborazione di tutti possiamo migliorare la nostra efficienza.
Dott. Maurizio Dionigi
(Presidente Nazionale)
[30/10/2009] Proposta di collaborazione APNEC ENPA
Gentilissima Presidente,
mi permetto di presentarle l’APNEC. L’Associazione che ho il privilegio di presiedere, è l’unica del settore iscritta al COLAP e censita dal CNEL, in regola con la documentazione richiesta dal Ministero della Giustizia ai fini dell’inserimento nell’elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni regolamentate per le quali non esistono ordini, albi o collegi,nonché dei sevizi non intellettuali e delle professioni non regolamentate (art. 26 D.Lg. 9.11.2007 n. 206) attualmente sottoposta al parere del CNEL. L’APNEC si è preoccupata sin dalla sua costituzione di riordinare su base regionale i professionisti del settore, fornendo loro un preciso codice deontologico a cui attenersi e perseguendo una sempre maggior qualificazione; per accedere all’Associazione è richiesto un severo esame che prevede una prova scritta, una orale e una pratica, e si sono resi obbligatori percorsi formativi permanenti attraverso la partecipazione a seminari sui più attuali temi della moderna cinofilia. L’Associazione conta oltre quattrocento professionisti presenti in tutte le Regioni d’Italia e il suo Codice Deontologico pone come fondamentale l’assoluto rispetto dell’alterità animale e il rifiuto di ogni metodologia coercitiva, privilegiando la relazione uomo-cane e il benessere del cane inserito nel contesto urbano.
E’ in virtù di queste caratteristiche che ci è parso opportuno avanzare la nostra proposta di collaborazione, offrendo i nostri numerosi Centri Cinofili come possibili luoghi di presenza ENPA sul territorio e proponendoci come Associazione di riferimento per le problematiche connesse all’Educazione e alla rieducazione del cane. Fiduciosi che questo possa disegnare percorsi per una costruttiva collaborazione, la ringrazio per l’attenzione e le porgo i più cordiali saluti.
Dott. Maurizio Dionigi
(Presidente Nazionale)
[19/10/2009] Lettera al Garante della concorrenza e del mercato
All’Egregio Signor Presidente
dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Oggetto: segnalazione contro l’ “Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani. (G.U. Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009)” e successivi criteri e linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.
Il sottoscritto Maurizio Dionigi, presidente dell’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili (APNEC) segnala alla S.V. il provvedimento in oggetto che, a suo parere, viola gravemente i diritti dei professionisti lui rappresentati.
Detta ordinanza, fra l’altro, prevede corsi di istruzione per i proprietari di cani al fine del rilascio del c.d. “patentino”. Il Ministero della Sanità, nelle linee guida per la programmazione dei corsi, ne ha assegnato l’ esclusiva ai Medici Veterinari non tenendo conto dell’esistenza di un’intera categoria professionale che da anni si occupa di migliorare la relazione tra l’uomo e il cane con professionalità e qualificata competenza, garantita anche da percorsi di formazione permanente obbligatori per tutti i soci.
Non ci risulta d’altra parte che il piano di studi della Facoltà di Medicina Veterinaria preveda l’educazione cinofila quale materia necessaria.
La nostra Associazione Professionale (A.P.N.E.C.) è presente in Italia dal 2002 ed è diffusa in tutte le Regioni italiane. Costituitasi secondo le direttive dell’Unione Europea e nel rispetto di quanto stabilito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è l’ unica del settore iscritta al COLAP e censita dal CNEL, ed è in regola con la complessa documentazione richiesta dal Ministero della Giustizia ai fini del riconoscimento quale Associazione rappresentativa a livello nazionale delle professioni regolamentate per le quali non esistono ordini, albi o collegi, nonché dei servizi non intellettuali e delle professioni non regolamentate. secondo quanto disposto dal D. Lgs. 9.11.2007 n. 206.
Chiediamo pertanto che venga superata quest’assurda e immotivata esclusiva riconoscendo che l’educazione cinofila, e quindi anche il rilascio del patentino, è competenza anche della nostra categoria professionale.
[19/10/2009] Ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio
Cari colleghi,
visti i recenti provvedimenti adottati dall’On. Francesca Martini, Sottosegretario ala Sanità in merito al patentino per proprietari di cani, ho ritenuto opportuno incaricare il legale dell’Associazione, Avv. Sonia Moresi, di presentare ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio avverso all’ Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani. (G.U. Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009)” e successivi criteri e linee guida per la programmazione dei corsi di cui al comma 4.
[13/10/2009] Lettera aperta al Sottosegretario alla salute On. Francesca Martini
Il patentino per proprietari di cani. Provvedimento inefficace che ignora un’intera categoria professionale
In Italia ci sono centinaia di educatori Cinofili che da anni si occupano di migliorare la relazione tra l’uomo e il cane. Da anni vanno dicendo che il problema del randagismo e delle aggressioni all’uomo sono frutto di una cultura cinofila arretrata priva di ogni rispetto per l’alterità animale. L’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili (APNEC) dal 2002 ha raccolto l’invito della Comunità Europea di riunire i professionisti operanti in questo settore regolamentandone l’attività. E’ presente in tutte le Regioni, ha un definito codice deontologico che pone come fondamentale il benessere animale e il rifiuto di ogni metodologia coercitiva, ha regolamentato l’accesso con un impegnativo esame di ammissione volto a verificare la preparazione teorica e pratica dei candidati, ha posto come obbligatoria la formazione permanente attraverso l’adozione di crediti formativi indispensabili per la permanenza in Associazione. I nostri soci svolgono con qualificata competenza attività in ogni settore della cinofilia:consulenza cinofila per la scelta del cane,corsi per proprietari di cani di ogni tipo, creazione di occasioni di socializzazione per cuccioli, corsi di gestione del cane con percorsi ideati per giungere attraverso la relazione positiva cane proprietario, ad un piena adeguatezza del cane alle complesse richieste poste dalla realtà urbana (diversi sono le denominazioni di tali percorsi: Cane Buon Cittadino, Cittadino a 4 Zampe, Cani in Città ecc. ecc.), percorsi specifici di rieducazione, anche in collaborazione con le strutture Veterinarie del territorio, per cani problematici, progetti di zoo antropologia per la diffusione della cultura cinofila all’interno delle scuole, ideazione e realizzazione, anche in collaborazione con le strutture socio psicopedagogiche del territorio, di progetti di pet therapy. Tutte le attività sono condotte nel rispetto di ogni normativa, sanitaria, fiscale, assicurativa. L’APNEC ha già presentato tutta la documentazione richiesta per il riconoscimento previsto dalla normativa europea relativa al riordino delle nuove professioni e ha già superato l’esame del Ministero di Giustizia che ha trasmesso la documentazione per il prescritto parere al CNEL che, per altro, sta già lavorando alla pratica APNEC.
In una parola l’APNEC è una realtà esistente, dinamica, qualificata e rappresentativa nel campo dell’Educazione Cinofila. Il riscontro che ha dai fruitori delle attività proposte dai nostri soci è estremamente positivo e diffuso. In campo cinofilo rappresenta una garanzia di rispetto per l’animale e di competenza. Questo vale per tutti, ma non per l’On Sottosegretario Martini che , in ogni provvedimento, e nonostante le ripetute segnalazioni, continua a comportarsi come se gli Educatori Cinofili non esistessero e adotta provvedimenti del tutto inadeguati al problema che pur identifica correttamente. Senza alcun rispetto per il principio stesso che tutela le nuove professioni, attribuisce ogni competenza ai Medici Veterinari i quali poco o nulla hanno a che vedere con le problematiche connesse alla gestione del cane, avendo come principale ambito di intervento le problematiche comportamentali di origine patologica che richiedono anche specifici interventi farmacologici. Non so che tale ostinazione sia frutto di non conoscenza o di una precisa volontà di privilegiare i Medici Veterinari che, come professione ordinistica, sono certamente più potenti dell’APNEC ed hanno, tra l’altro, autorevoli rappresentanti in Commissione Sanità.
In qualità di Presidente Nazionale dell’APNEC, chiedo formalmente rispetto per la dignità di chi ha fatto della cinofilia una professione e, spesso, anche una scelta di vita; chiedo coerenza con quanto dichiarato dalle normative europee sulle nuove professioni e con quanto lo stesso Governo Italiano sta ponendo in atto: non è accettabile che un Ministero detti le regole per il riconoscimento delle Associazioni Professionali e un altro Ministero ignori l’esistenza di un’intera categoria.
Dott. Maurizio Dionigi
( Presidente Nazionale APNEC)
[18/06/2009] Mail inviata ai componenti la XII Commissione Parlamentare Affari Sociali
OGGETTO: PROPOSTE DI LEGGE “DISCICPLINA DEL RAPPORTO TRA UOMO E CANE PER LA PREVENZIONE DELLE MORSICATURE E LA GESTIONE DEI CANI AD AGGRESSIVITA’ NON CONTROLLATA”
Preg.mo Onorevole,
L’analisi su cui pongono variamente l’accento le proposte di Legge in esame è indiscutibilmente condivisibile: alle morsicature e ad una aggressività non controllata si giunge attraverso un insieme di errori che prendono le mosse dal non rispetto dell’alterità animale per giungere, attraverso una relazione sbagliata, ad una impossibilità di gestione del cane che ha nelle morsicature, ma non solo, il suo aspetto più eclatante.
Il problema di fondo diviene la relazione uomo – cane. Condividiamo quindi che sia indispensabile intervenire (le esperienze straniere insegnano) sui proprietari di tutti i cani nel momento stesso in cui si pongono come tali. La conoscenza della psicologia del cane e la costruzione di una relazione positiva che aiuti l’animale a rispondere alle complesse richieste che la nostra società pone evitando così, pericolose situazioni di stress, è indispensabile.
Ci permettiamo tuttavia di segnalare che in questo percorso ha un ruolo fondamentale la figura dell’Educatore Cinofilo e che in Italia esiste un’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili che, fondata sette anni orsono, riunisce Professionisti motivati e dotati di una non comune preparazione teorica verificata con pluriennali esperienze sul campo. Oggi gli Educatori e i Rieducatori Cinofili dell’APNEC rappresentano un punto di riferimento della cinofilia, non solo e non tanto, di quella cinofilia che si esprime in specifiche discipline, quanto piuttosto in tutti quei percorsi del quotidiano che coinvolgono gran parte dei cani che vivono nelle famiglie degli italiani. Tutti gli Educatori dell’ APNEC sono impegnati in ogni Regione a promuovere progetti di zoo antropologia didattica in collaborazione con le scuole; a diffondere una più moderna cultura cinofila che aiuti i proprietari a trovare la giusta chiave relazionale con il proprio cane sin da quando il cane è cucciolo. Molti dei nostri Educatori sono autori di articoli su qualificate riviste; all’ Associazione si rivolgono i proprietari per ricevere qualificate e, spesso risolutive, indicazioni proprio relativamente a problemi di gestione del proprio cane. Molti dei nostri Rieducatori collaborano con Medici Veterinari Liberi Professionisti e con le stesse strutture Veterinarie delle ASL per l’attuazione di percorsi rieducativi mirati che , molto spesso, riguardano proprio cani problematici. Ognuno degli Educatori Cinofili dell’ APNEC ha sostenuto un impegnativo esame per accedere all’Associazione ed è impegnato in un percorso di formazione permanente verificato attraverso i crediti formativi accumulati ogni anno. Tutti sono tenuti al rispetto di un preciso Codice Deontologico. Tutti i nostri Centri Cinofili sono in regola con le diverse normative Regionali richieste e dotati di coperture assicurative in relazione alla responsabilità civile.
La dimensione dell’Associazione Professionale è quanto previsto dalle normative Europee per il riordino delle nuove professioni non Ordinistiche. L’APNEC è in regola con la complessa documentazione richiesta dal Ministero della Giustizia ed ha superato il vaglio dello stesso che ha trasmesso la documentazione al CNEL per il prescritto parere al fine del riconoscimento come associazione professionale rappresentativa a livello nazionale secondo quanto disposto dall’art. 26 del Decreto legislativo 9 novembre 2007 n. 206.
Riteniamo pertanto che l’APNEC possa presentare un punto di riferimento nel momento in cui si affrontano le tematiche relative all’educazione volta al miglioramento del rapporto uomo cane e ci sentiamo di affermare che l’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili può essere un patrimonio che sarebbe sbagliato vanificare facendo di tutti gli Educatori Cinofili un unico indistinto insieme non qualificato da assoggettare a verifica. Essere arrivati al parere del CNEL per il riconoscimento della rappresentatività nazionale della categoria professionale per essere valutati alla stregua dei tanti “cani sciolti” presenti in Italia sarebbe, a mio parere, non riconoscere l’impegno profuso e vanificare il lavoro di questi anni. D’altra parte non si comprende come, da un lato, si attribuisca validità all’associazionismo quale forma di regolamentazione delle nuove professioni e, dall’altro, non se ne tenga conto proprio nel momento in cui si stabiliscono norme relative a settori in cui la professione rappresentata è pienamente coinvolta.
Ringraziando per la cortese attenzione.
Il Presidente
Dott. Maurizio Dionigi
[19/05/2009] L'Apnec incontra l'On. Francesca Martini
Una commissione dell’APNEC composta dai Vice Presidente Violet, LaSpina, Totino ha incontrato a Palazzo Montecitorio presso la Commissione Sanità l’On. Francesca Martini Sottosegretario di Stato alla Salute, l’On. Carlo Ciccioli Vice Presidente Commissione Sanità e l’On. Gianni Mancuso Segretario della stessa Commissione.
L’On. Martini, che ha dimostrato di conoscere l’APNEC, ha rassicurato i nostri rappresentati circa la considerazione che ripone nel ruolo dell’Educatore Cinofilo e ha garantito il coinvolgimento dell’APNEC nelle audizioni delle parti interessate alle problematiche cinofile. In questa direzione ha creato un contatto tra l’APNEC e la responsabile delle problematiche cinofile presso il Suo Ministero.
L’On. Mancuso ha sottolineato l’importanza della rappresentanza della nostra categoria auspicando un concreto rapporto di collaborazione tra le diverse categorie interessate al problema.
L’On. Ciccioli ha rinnovato il suo interesse per le problematiche della categoria e ha garantito la disponibilità e il proprio contributo per la creazione di un clima costruttivo e sereno tra le parti.
[15/04/2009] Lettera all'ENCI
Al Presidente ENCI
Sig.Domenico Attimonelli
Gent.mo Sig. Presidente,
l’Associazione che ho il piacere di rappresentare, nata nel 2002, è ormai consolidata nella realtà Italiana. E’ presente in tutte le Regioni e conta circa quattrocento iscritti. Primo obiettivo dell’Associazione è stato quello di qualificare la figura dell’Educatore Cinofilo dando a questa una dimensione professionale all’interno di un’organizzazione che, in linea con le normative Europee, è quella associativa. L’APNEC è ora realtà iscritta al COLAP ed è in regola con la complessa documentazione richiesta dal Ministero di Grazia e Giustizia ai fini del riconoscimento.
I nostri iscritti sono Educatori Cinofili che si occupano prevalentemente della relazione uomo cane nella complessità della realtà urbana. Migliorare questa relazione, nel pieno rispetto dell’alterità animale, è compito primario del nostro lavoro. Il nostro codice deontologico impone ai soci correttezza e impegno nei confronti dei cani, dei colleghi, del pubblico e dei Medici Veterinari. All’ APNEC si accede tramite un esame consistente in tre prove (una prova scritta, un colloquio e una prova pratica) e si conserva la qualifica solamente impegnandosi in percorsi di formazione permanente che si concretizzano nella partecipazione a corsi e seminari attraverso i quali si acquisiscono i crediti formativi richiesti per continuare a far parte dell’Associazione.
La qualificazione dei professionisti APNEC è, nell’educazione del cane di tutte le razze (e dei meticci) utilizzato come cane da compagnia, certamente all’avanguardia nel panorama della attuale cinofilia. Tre anni di esperienza nella qualifica di Educatore, un anno di pratica con un tutor esperto e un colloquio estremamente selettivo danno poi accesso alla qualifica di Rieducatore. I Rieducatori cinofili APNEC collaborano con Medici Veterinari Comportamentalisti e con le strutture Veterinarie delle AUSL territoriali nella soluzione dei purtroppo numerosi problemi comportamentali che spesso si frappongono nel percorso di vita del cane nella realtà sociale umana.
E’ in considerazione di tutto ciò che sono a proporLe di considerare la possibilità di inserire nell’Albo degli Addestratori Cinofili, limitatamente all’Educazione di cani da compagnia, gli Educatori Cinofili APNEC riconoscendo una professionalità di cui, come Associazione ci rendiamo garanti e che è, d’altra parte, quotidianamente testimoniata dalla soddisfazione dei proprietari che si rivolgono ai nostri campi. Allo scopo penso che l’ENCI, che per chiare esigenze istituzionali si è sempre occupata della preparazione dei cani per prove di lavoro di rilevanza zootecnica, possa in tal modo moltiplicare le possibilità con una realtà esistente e dinamica quale è quella rappresentata dall’APNEC, che si occupi specificatamente di Educazione dei cani nella quotidianità del rapporto zoo antropologico nella realtà urbana.
Qualora Lei ritenga l’ipotesi percorribile o, in subordine, voglia valutare altre possibili modalità di collaborazione sono naturalmente disponibile ad un incontro nel quale fornire ogni chiarimento Lei pensi necessario.
Ringraziando per l’attenzione, distinti saluti
Dott. Maurizio Dionigi
(Presidente Nazionale APNEC)
[14/04/2009] Regioni e Ordinanza Martini
Preg.mo Presidente
Preg.mo Assessore alla Sanità
Regione _________
Gentilissimi Signori,
l’Associazione che mi onoro di rappresentare si rivolge a Voi, prendendo lo spunto dalle problematiche connesse all’Ordinanza dell’On. Francesca Martini in relazione alla salvaguardia dell’incolumità pubblica dalle aggressioni da parte dei cani definiti nella stessa ordinanza “impegnativi”.
Abbiamo già più volte scritto all’On. Sottosegretario, ma dopo ampia analisi della attuale legislazione, riteniamo che sarebbe più opportuno affrontare il problema in sede Regionale; ciò anche per la particolarità delle diverse situazioni presenti in Italia.
E’ innegabile che, oggi, il rapporto con il cane si sia distaccato dal mero utilizzo per fini utilitaristici dell’animale per configurarsi come vera e propria riscoperta del cane come compagno di vita inserito in contesti familiari all’interno di realtà urbanizzate.
Questa nuova dimensione del cane si aggiunge ad un aumento esponenziale della presenza di questo partner. Innegabili sono gli aspetti positivi di questo fenomeno dal punto di vista zoo antropologico, ma altrettanto innegabili sono gli aspetti problematici che la nuova realtà comporta: dalla scelta del cane con cui condividere la vita ad una sua corretta gestione per un positivo inserimento nella realtà urbana.
Proprio di queste tematiche si occupano gli Educatori Cinofili. L’Associazione che rappresento, che è l’unica del settore iscritta al COLAP e censita dal CNEL, in regola con la complessa documentazione richiesta dal Ministero di Grazia e Giustizia per il riconoscimento della rilevanza nazionale della Professione, si è preoccupata sin dalla sua costituzione di riordinare su base regionale i professionisti del settore, fornendo loro un preciso codice deontologico a cui attenersi e perseguendo una sempre maggior qualificazione; per accedere all’Associazione è richiesto un severo esame che prevede una prova scritta, una orale e una pratica, e si sono resi obbligatori percorsi formativi permanenti attraverso la partecipazione a seminari sui più attuali temi della moderna cinofilia.
I nostri professionisti si occupano quotidianamente del rapporto tra l’uomo e il cane perseguendo costantemente la sua ottimizzazione e, ove necessario, i nostri Rieducatori, operando d’intesa con i Medici Veterinari e le autorità Veterinarie di zona, sono occupati nel recupero dei cani definiti “impegnativi” dalla citata Ordinanza o, più realisticamente, “morsicatori”.
Riteniamo di svolgere una funzione socialmente rilevante e sappiamo di avere professionisti che rappresentano l’eccellenza della cinofilia.
E’ proprio in considerazione di tutto ciò che ci rivolgiamo a Voi, gentili Signori, per ottenere quel riconoscimento che l’impegno richiede e, contemporaneamente, per renderci disponibili ad ogni iniziativa riteniate opportuno assumere per far fronte ad un problema che innegabilmente accompagna la diffusione del cane come animale da compagnia.
Ringraziando per l’attenzione ritengo che i nostri associati presenti nella Vostra Regione siano disponibili ad ogni eventuale incontro che riteniate utile per meglio analizzare le possibili iniziative da assumere, certi che solamente rispettando la specificità di ogni Regione si possano individuare le soluzioni migliori. Distinti saluti
Il Presidente Nazionale
Dott. Maurizio Dionigi
[06/03/2009] Lettera al Sottosegretario Martini
al Sottosegretario di Stato al Lavoro, Salute e Politiche sociali
On. Francesca Martini
Egregio Onorevole,
in qualità di Presidente dell’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili, unica associazione professionale del settore aderente al Co.L.A.P. e censita dal C.N.E.L., condivido pienamente lo spirito che sorregge la nuova ordinanza relativa alle problematiche connesse alla gestione dei cani. Concordo con Lei quando afferma che la pericolosità di un cane va ricercata nell’individuo e non nella razza, tuttavia una scelta consapevole al momento dell’adozione nel rispetto delle caratteristiche psicofisiche che contraddistin-guono le tante razze esistenti contribuirebbe alla riduzione di tanti spiacevoli fatti di cronaca.
L’A.P.N.E.C. ha sempre sostenuto la necessità di relazionarsi positivamente con il proprio pet attraverso piacevoli metodi fondati sulla comprensione delle regole e sul presupposto che le modalità di questa relazione non si improvvisano. I percorsi formativi per i proprietari menzionati nell’ordinanza sono il nostro lavoro quotidiano, incentrati sul rapporto tra l’uomo e il cane e sulla gestione del proprio animale nel pieno rispetto della sua alterità, vera novità in confronto al più noto addestramento per l’acquisizione di abilità performative.
Si tratta di un intervento che dovrebbe coinvolgere, a vari livelli, tutte le forze in causa: le Amministrazioni locali per la creazione di aree verdi che consentano al cane occasioni di svago e di socializzazione; i Medici Veterinari professionisti con competenze chiare, riconosciute e indiscutibili; gli Educatori Cinofili per l’aiuto ai proprietari nella scelta del cane e nell’impostazione della relazione; i Rieducatori professionisti preparati per affrontare le problematiche poste da cani la cui gestione è divenuta incerta; le Associazioni Animaliste per tutela del benessere animale.
Ciò che vorrei porre alla Sua attenzione è il grande impegno del mondo dell’Educazione Cinofila. Oggi gli educatori e i rieducatori sono una grande risorsa che si impegna quotidianamente con esperienza e professionalità al fianco del proprietario con l’intento di ottimizzare la comunicazione e sfatare quei luoghi comuni che fanno del cane una sterile macchina da programmare. Poiché penso che sia un preciso dovere civico mettere in gioco le proprie competenze verso la realizzazione di un progetto comune, ritengo che i professionisti dell’A.P.N.E.C. presenti in tutte le Regioni d’Italia, dotati di seria e costantemente aggiornata preparazione, il cui operato è condizionato dal rispetto del nostro codice deontologico, possano raccogliere lo spirito dell’Ordinanza e offrire un punto di riferimento qualificato per l’attuazione del progetto. Inoltre sarebbe per noi importante offrire la nostra competenza ed esperienza per fornire indicazioni e suggerimenti affinché il progetto sia veramente completo.
A tali fini chiedo, a nome della nostra Associazione che conta oltre quattrocento iscritti, un incontro con Lei o con un suo incaricato.
In attesa di un Suo cortese riscontro, Le invio i miei più distinti saluti.
Cesena, 06/03/2009
Dott. Maurizio Dionigi
(Presidente Nazionale A.P.N.E.C.)

